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 15/09/2001  nini

 Quando guardo i miei bambini e sento le testimonianze di chi a New York ha perso marito, moglie, figli, partner…, mi sento il cuore gonfio… di tristezza, di amarezza; e so che chiunque sia padre o madre, non può non immedesimarsi in questa tragedia. Mi domando chi colmerà tanto dolore, che cosa renderà la serenità e la pace del cuore a tanti disgraziati.E apprezzo tutti gli attestati di solidarietà al dolore dell’America. Penso però che il dolore non abbia colore, non abbia partito, non abbia una misura o residenza fissa. Credo che ogni dolore, che ogni uomo che soffre, che sia ripreso o no dalle telecamere, che sia africano o italiano …che sia talebano o americano, sia degno della nostra solidarietà. Eppure quando vediamo le madri africane con le mammelle aride e figli con il ventre gonfio, ci sentiamo il cuore a pezzi, … ma non tingiamo la Ferrari a lutto e non fermiamo il mondo.

Perché il dorore dei nostri fratelli ricchi è più importante di quello dei nostri fratelli poveri?

Perché ci sconvolge la follia dei talebani e non la nostra, che lascia morire ogni giorno migliaia di bambini di fame e stenti? Raul Follerau diceva che con il costo di un solo bombardiere si sarebbe potuto debellare la lebbra dalla faccia della terra. Perché non l’abbiamo fatto? Perché il dolore degli altri non ci colpisce mai come il dolore dei “nostri”? Perché, soprattutto, pensiamo che bombardare altre mamme o papà o bimbi, possa placare il nostro dolore o possa sanare questa tragedia?Credo che ci dovremmo impegnare a risolvere le cause del dolore e non a causarne ancora. Forse quei pazzi che hanno pilotato quegli aerei volevano punire chi aveva causato la morte dei loro figli… proprio come la Nato sta per fare con loro.

Chi è più pazzo: chi arresta questa spirale o chi la fa continuare?

 05/06/2001  oldog  Domenica 04 giugno la piazza di M. ha aperto una finestra o , meglio, un corridoio di comunicazione col mondo intero.
Non i soliti bar asfittici, le macchine frettolosamente parcheggiate, la sagoma burbera del
palazzo municipale o il familiare colonnato rassicurante della Chiesa.
Li', da una parte, la concreta possibilita' di un contatto utile e generoso con altre realta' del mondo, attraverso un semplice gazebo che esponeva alla vendita prodotti alimentari e non frutto del lavoro di altri uomini, di altre terre, di altre economie.
Una sensazione strana di vicinanza ad altri diversi, ma cosi' semplicemente vicini!
Un gazebo, una volta tanto non addobbato da bandiere politiche, puo' rappresentare il segno tangibile di una umanita' vera ed attenta, sensibile alle cose dell'uomo e del mondo.
Soprattutto una umanità non sopraffatta dalla poverta' di una "ricchezza globale".

p.s. la marmellata all'ananas e' buonissima!
 21/04/2001  olddog  L'Italia tutta e' in fremente attesa per l'evento, gli italiani trepidanti invocano il ritorno del "molleggiato". Attorno a lui, una sapiente regia e' riuscita a creare una aureola sacrale, a trasformare in un mito con tanto di mistico carisma un artista che certamente sa fare molto ben quadrare il proprio bilancio. E' quasi banale soffermarsi sul titolo del suo prossimo spettacolo televisivo, anche questo serve, ahime', a far cassetta, non e' certo segno di particolare volonta' educativa della tv di stato,e certamente si scende molto di stile pur di richiamare l'attenzione. Ben piu' grave invece e' il costo pubblico di tanta probabile poca cosa.
Si pensi a quanto verra' a costare una cazzata del nostro, tenuto conto del suo cachet di 50 miliardi - 50.000.000.000!!!!! per 125 milioni di cazzate = 400 MILIONI a cazzata!!
Di solito le nostre non le paga nessuno,....
olddog
 24/02/2001  mik Cari amici,
mi ricollego al tema trattato tempo fa da olddog, ovvero al fenomeno della cd. Mucca pazza, risultato di pazze azioni del bipede umano.
Che dire ? A mio avviso è doveroso distinguere tra le mucche pazze (divenute tali grazie all'intervento irrazionale dell'uomo) e l'uomo pazzo (il profitto sempre e comunque è la causa scatenante di questa pazzia). I bovini, dunque, sono "impazziti" perché forzatamente trasformati da erbivori, come naturalmente sono, non in carnivori, bensì - ed è ancor più grave - in cannibali, visto che le farine animali sono composte dai resti della macellazione dei bovini stessi.
Gli uomini, di fronte a questo scempio, che hanno fatto ? Come sono intervenuti ? Non hanno studiato i rischi possibili conseguenti a questa "cannibalizzazione" dei bovini: non hanno operato, cioè, seguendo il principio di precauzione. Non hanno considerato che, probabilmente, una forzatura così palese degli equilibri naturali avrebbe potuto portare ad una situazione insostenibile, come di fatto è avvenuto. Non hanno, per farla breve, pensato, cioè usato quella facoltà che molti ritengono essere propria soltanto degli uomini.
Alla fin fine è una questione di responsabilità: chi è chiamato a rispondere delle nefandezze provocate dal non-pensiero umano ? Chi risponderà dei danni subiti dalle persone che in buona fede hanno consumato per anni la carne e le altre schifezze portate sulle nostre tavole ? Chi risponderà delle morti provocate ? Chi risponderà dei bovini impazziti ? Probabilmente, se l'uomo fosse chiamato a rispondere sempre delle proprie azioni, ci penserebbe due, tre volte, prima di compiere atti e porre in essere comportamenti di cui non si conoscono bene le conseguenze.
Che sia il caso, dunque, di iniziare a pretendere questa assunzione di responsabilità da parte di tutti, ma di pretenderla sempre e seriamente in ogni circostanza ?
 14/02/2001  olddog  Quando i media diventano strumenti di potere e di persuasione occulta, l'utente rischia di perdere il senso della realta', restando in balia di una informazione ora vuota e insulsa, o
al peggio fuorviante e di parte. La prima cosa che conta per i grandi moloch della comunicazione(leggi soprattutto televisione) e' il raggiungimento del famoso audience, il quale sebbene nessuno possa confutarlo, e' di volta in volta sbandierato come una conferma della qualita' raggiunta e del suo riconoscimento da parte del grande pubblico. Ma che grande
balorda invenzione! Ma a cosa puo' servire se non a incrementare gli investimenti pubblicitari e di immagine!
Se ci si rendesse conto di cosa passa per lo schermo di casa,
l'isola ecologica non basterebbe quale discarica!
Non vedo differenze fra palinsesti pubblici e privati nei contenuti e nelle proposte. Ognuno tira la solita acqua al mulino del padrone di turno! A questo punto visto che la privata non la pago, perche' per analoghe nullessenze devo pagare la pubblica?
   
 Quando i media diventano strumenti di potere e di persuasione occulta, l'utente rischia di perdere il senso della realta', restando in balia di una informazione ora vuota e insulsa, o al peggio fuorviante e di parte. La prima cosa che conta per i grandi moloch della comunicazione(leggi soprattutto televisione) e' il raggiungimento del famoso audience, il quale sebbene nessuno possa confutarlo, e' di volta in volta sbandierato come una conferma della qualita' raggiunta e del suo riconoscimento da parte del grande pubblico. Ma che grande balorda invenzione! Ma a cosa puo' servire se non a incrementare gli investimenti pubblicitari e di immagine!
Se ci si rendesse conto di cosa passa per lo schermo di casa, l'isola ecologica non basterebbe quale discarica!
Non vedo differenze fra palinsesti pubblici e privati nei contenuti e nelle proposte. Ognuno tira la solita acqua al mulino del padrone di turno! A questo punto visto che la privata non la pago, perche' per analoghe nullessenze devo pagare la pubblica?
 26/01/2001

 

olddog

 "...e se non fosse solo la mucca ad essere "pazza" ??
- Di questi tempi una notizia sta monopolizzando i media, parlando di salute "il morbo della mucca pazza" ha messo in secondo piano altre emergenze sanitarie(AIDS,tossicodipendenze nuove e vecchie, alcoolismo,etc,)purtroppo ancora troppo importanti, come le stesse statistiche ed i numeri ci evidenziano.
Tuttavia e' su questo tema che vorrei soffermarmi, anche per cercare di fare un po' di chiarezza, sebbene chi scrive non sia ne'uno scienziato ne' un ricercatore, ma occupandosi per lavoro di salute e benessere animale, sentendosi cosi' coinvolto direttamente, senza pretesa di essere esaustivo scientificamente.
In natura si conoscono e sono classificati diversi "prioni",
ovvero virus "incompleti" che causano malattie cerebrali in specie diverse, negli ungulati selvatici, nei felidi (anche gatto), nei ruminanti, in scimmie e pure nell'uomo.
Queste malattie sono le c.d. "encefalopatie spongiformi" che sono caratterizzate da una lenta ed inesorabile compromissione
del sistema nervoso, dopo un lungo periodo di incubazione.
Nell'uomo e' nota da quasi 100 anni la malattia di Creuzeld-Jacobs, che ha molte analogie con la Encefalite Spongiforme Bovina, anche se mancano al momento prove di assoluta certezza
nei riguardi della causa e del suo meccanismo di azione.
Ad aggravare la preoccupazione la recente comparsa della variante della malattia di C-J, che a differenza di questa che colpisce persone mature oltre i 60 anni di eta', interessa
pazienti giovani con eta' media di circa 29 anni.
Quindi questi fatidici "prioni" esistevano da tempo, come pure si e' portati a ritenete quello della specie bovina, l'epidemia iniziata in Gran Bretagna nel 1986, e via via subdolamente in diffusione in Europa, e' attribuita dagli esperti ad una nuova tecnologia nella preparazione dei mangini zootecnici all'inizio anni '80 in Inghilterra, che utilizzando derivati animali (farine di carne ed ossa), non li sottoponeva piu' a temperature elevate in grado di distruggere i virus..... e quindi prioni a colazione!!
Questa sembra essere l'ipotesi piu' accreditata, ma l'intento qui e' quello di stimolare una riflessione, e quindi non ritengo di ulteriormente approfondire gli aspetti scientifici
che sono stati solo superficialmente menzionati.
Pur nel doveroso rispetto di alcune categorie lavorative che certamente stanno vivendo un momentaccio economico, appare
nella sua realta' negativa la capacita' dell'uomo di rompere
i grandi equilibri della natura. Nel nostro caso si pensi cosa
ha provocato e potra' ancora provocare, l'aver trasformato
artificiosamente un erbivoro in un carnivoro...per motivi evidenti di produzione, di economia, ecc....Qui la scienza credo di poter dire non ha "calcolato".....
Questo argomento di attualita' ci deve stimolare a riflettere,
allargando il nostro pensiero e la nostra valutazione anche su altre cose importanti che interessano la VITA dell'uomo e del mondo( ..foresta amazzonica, embrioni,,,e chi piu' ne ha...)
Che la saggezza sia con noi..." olddog

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