L11 settembre lumanità aveva fatto un balzo indietro. Il 7 ottobre ne ha fatto un altro.
Non possiamo esimerci dalla condanna dellattacco militare sferrato dagli Usa e dai suoi alleati contro lAfghanistan perché ancora una volta si fa affidamento sulla forza delle armi piuttosto che sulla forza della ragione, sulla violenza dei missili piuttosto che sul diritto internazionale, sulla potenza di fuoco invece che sul dialogo e sulla capacità di estirpare alla radice le motivazioni che portano tanti ad aderire al terrorismo.
Lumanità avrebbe potuto meglio rialzarsi dallorrore provocato a Washington e New York dimostrando di aver compreso che la sofferenza ha lo stesso colore a tutte le latitudini e che la lezione della storia mostra come la violenza non ha mai aiutato la ricerca della verità, il trionfo della giustizia e il godimento della pace piena. Per questo motivo abbiamo coscienza che gli attacchi missilistici ed aerei servano a prolungare il lutto della ragione inaugurato tragicamente con le stragi dell11 settembre.
In questo momento ci pare che due strumenti rimangano nelle mani dei poveri:
Alla luce di quanto sta avvenendo la marcia PerugiaAssisi prevista per domenica 14 ottobre assume significato e senso maggiore e diventa manifestazione di popolo, del popolo che crede che mai la guerra ha preparato la pace e che non si deve accettare di confrontarsi sullo stesso terreno del terrorismo. Il popolo della pace numeroso e unito sarà capace di porre un segno che i potenti della terra devono leggere come auspicio per il futuro. La nonviolenza ha un linguaggio universale perché parla allimpronta che il Creatore ha impresso in ogni donna e in ogni uomo.
Pax Christi Italia
8 ottobre 2001