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Un giorno Alberto venne a sapere che un misterioso signore
chiamato Pacifico sfidava gli uomini a raccogliere tutti i mari
della Terra promettendo l'immortalità. La cosa incredibile
era che Alberto già da qualche estate raccoglieva il mare
e lo custodiva sotto il letto. Un giorno mostrò in gran
segreto la sua raccolta ad Alice, l'amica del cuore.
"Guarda" le disse spostando il letto.
"Cosa sono ?" disse lei restando a bocca aperta.
"Bottiglie. Con dentro il mare." e Alice per contraccambiare
il segreto gli mostrò che le mancava il lobo dell'orecchio
sinistro .
"L'ho venduto - spiegò la bambina - per comperare
l'acqua del mare di Sardegna."
Durante la notte Alberto sognò la nonna Rosa che lo incitava
a partire per completare la collezione di tutti i mari della
Terra e gli regalava tre monete magiche che trasformavano le
persone da malvagie a buone.
"Mamma e papà cosa diranno non vedendomi più?"
chiese Alberto alla nonna.
" Non preoccuparti
li addormenterò fino al
tuo ritorno".
La mattina seguente Alberto trovò sul comodino le tre
monete: ciò lo convinse a partire. Sistemò la raccolta
nello zaino, prese un atlante geografico e si diresse in bicicletta
verso il mar Ionio che imbottigliò con il numero "8".
Durante il viaggio era riuscito a barattare la bicicletta con
una carrozza e due cavalli costati la bellezza di tre mari doppi.
Il bambino attraversò l'Europa e le Americhe per arrivare,
nel giorno del suo diciottesimo compleanno, sulle rive del Mar
Nero.
Mentre scriveva sulla bottiglia "MAR NERO" si avvicinò
con fare minaccioso un signore in uniforme che gli disse:
"Qui è proibito raccogliere il mare! Quindi lei è
in arresto e sarà processato".
Alberto non si perse d'animo e , gettando per terra una delle
sue monete magiche, rispose :
"Mi scusi non lo sapevo! ma
guardi - disse Alberto
indicando per terra- ha perso una moneta".
L'uomo la raccolse dicendo: " Oh, lei è un ragazzo
onesto, se ne vada in fretta e prenda quest'arcobaleno in regalo".
L'arcobaleno si alzò nel cielo.
Alberto riprese il viaggio e dopo lungo peregrinare giunse in
una piccola baia per raccogliere le acque dell'ultimo mare della
collezione: il "MAR DEI CORALLI" dell'Oceano Pacifico.
Già da qualche anno Alberto aveva capito il senso della
fiaba raccontata dalla maestra, il vecchio Pacifico che aveva
sfidato gli uomini era proprio il mare disteso davanti a lui:
l'OCEANO PACIFICO.
Alberto, felice di aver raggiunto la meta si addormentò
sulla riva, cullato dalla ninna nanna cantata dalle acque, ma
si svegliò in fondo al mare travolto dalla marea che il
vecchio Pacifico aveva alzato per rapirlo con la carrozza, i
vasi di vetro e gli arcobaleni. Pacifico, gigante con la pelle
blu e gli occhi di fuoco, disse:
"Hai accettato la sfida piccolo uomo..." .
" E l'ho vinta - rispose Alberto - guardi qui" e gli
mostrò la collezione.
"Oh certo, certo - replicò l'oceano sputando fulmini
dalla bocca - tuttavia non hai ancora imprigionato le mie acque
nelle tue infernali bottiglie" e seguì una risata
sinistra.
I pesci ammutolirono insieme alle alghe, Alberto trasalì
e frugò nella tasca in cerca della seconda moneta magica
della nonna che offrì al gigante sperando di rabbonirlo:
"Veramente io volevo comperarla la sua acqua!
Il vecchio mare, seccato, rispose:
"Non so cosa farmene del denaro!" e così, in
sella ad uno squalo argentato, svanì.
Arrivò il buio della notte illuminato solo da qualche
stella marina ed ecco che, rapita anch'essa dalla marea, giunse
una fanciulla. Quando la vide Alberto riconobbe Alice, la sua
amica del cuore.
I due cominciarono a raccontarsi le loro storie, ma all'improvviso
riapparve Pacifico con gli occhi in fiamme:
"Non mi presenta la graziosa donzella giovanotto? non le
hanno insegnato l'educazione?".
"Si da il caso che anch'io sia riuscita a completare la
collezione - disse Alice - si dichiari quindi sconfitto e ci
liberi subito!"
L'oceano rise a squarciagola: "Quanta fretta, quanta fretta,
dovrete superare una prova per essere liberati. Adesso Alberto
infilerà questa maschera da seppia sulla testa".
Così fece.
" Ma non vedo nulla!" obbiettò Alberto.
"Infatti - ribatté il mare - dovrai riconoscere Alice
fra cento sirene. Potrai solo accarezzare il loro volto per un
attimo".
Alberto era tranquillo, infatti - dopo aver sfiorato le prime
fanciulle- si ricordò del segreto che Alice gli aveva
confidato: le mancava il lobo dell'orecchio sinistro.
"E' lei!" esclamò Alberto e tolta la maschera
i due si abbracciarono.
Pacifico sconfitto era furioso, i pesci nuotavano impazziti e
dopo aver sradicato le alghe di mezzo fondale, l'Oceano scaraventò
i due sulla spiaggia, con il baule d'argento da cui aveva rubato
il Mare del Nord. Non voleva che avessero tutta la collezione!
Nonostante ciò Alberto e Alice ripartirono perché
si erano innamorati e avevano capito che il loro amore era più
importante della collezione dei mari. Così, appena tornati
a casa si sposarono.
I loro genitori dopo tanti anni si svegliarono stupiti dal fatto
che i loro figlioli fossero cresciuti così in fretta.
Ci fu una gran festa.
Uscendo dalla chiesa si avvicinò agli sposi un mendicante
con un regalo; Alberto e Alice riconobbero il vecchio Pacifico
e rabbrividirono dalla paura , ma Alberto non si perse d'animo
e prese dalla tasca la terza moneta magica dalla quale non si
era mai separato e la regalò all'uomo. Pacifico sorrise
con dolcezza e i suoi occhi, da rossi di fuoco, diventarono azzurri
come il mare calmo: in quel momento Pacifico si liberò
dalla cattiveria che lo aveva posseduto. Gli sposi aprirono il
dono del vecchio e trovarono una boccia di vetro piena d'acqua.
Sul tappo c'era scritto: "MARE DEL NORD".
Fine.
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