IL NOSTRO
TOUR ENOGASTRONOMICO CONTINUA
Dalla Toscana nel 1999 ai grandi vini francesi dell'Alsace e
della Bourgogne nel 2001
La nostra avventura inizia nella primavera
del 1999 quando, in compagnia di alcuni amici e trasportati dai
camper, andiamo in Toscana nella zona del Montalcino e del Montepulciano,
ma non solo.
Infatti il nostro tragitto passa anche attraverso S.Quirico d'Orcia,
Pienza e poi via, via verso S.Gimignano, Volterra e Siena. Lungo
questo percorso entriamo volontariamente e ripetutamente in contatto
con il Brunello di Montalcino, con il Rosso ed il Nobile di Montepulciano,
il Chianti dei colli Senesi ma anche con la Vernaccia di S. Gimignano;
per non dimenticarsi, ovviamente, del pecorino di Pienza.
Il nostro viaggio prosegue la primavera successiva spostandoci
un po'più a nord, in Piemonte nelle Langhe all'insegna
del buon Barolo, Barbaresco, Barbera, attraversando le colline
di Alba, La Morra, Barolo, Manforte d'Alba e Barbaresco, alla
riconferma di produttori come Matteo Correggia, Domenico Clerico,
Giovanni Corino, Elio Altare e Angelo Gaia e alla scoperta di
altri prodotti locali che loro definiscono con giustificata presunzione
"i migliori del mondo" come il formaggio Castelmagno
oppure la Tuma alla paglia o altri pecorini, senza trascurare,
ovviamente, il tartufo d'Alba (anche se la primavera non era
certo la stagione più indicata).
Quest'anno, a fine Aprile, ci troviamo in Friuli nella zona del
Collio alla scoperta del Tocai, del Pinot bianco e grigio del
Sauvignon e della Ribolla.
Attraversiamo città come Palmanova e Gorizia, Cormons
e le località limitrofe di Plessiva, S.Floriano del Collio,
Oslavia e poi ancora S.Giovanni al Natisone, Prepotto, Cividale
del Friuli e poi più a sud verso Gradisca e Aquileia.
Abbiamo scoperto produttori dal nome di Schioppetto, Keber, Primosic,
Fiegl, Caccese, Felluga Livio e Felluga Marco.
Di questo viaggio conserviamo un ricordo molto piacevole per
gli incontri che abbiamo fatto: quello con il produttore Fiegl
presso Oslavia sulle colline che delimitano il confine Italo-Sloveno
presso Gorizia e del produttore Edi Keber, presso la località
Plessiva di Cormons, della cui personalità siamo rimasti
affascinati e del quale abbiamo scoperto un Tocai veramente buono
e giustamente coronato con i tre bicchieri dal Gambero Rosso.
Un merito particolare all' Antica osteria all'unione, sempre
a Cormons gestita da una famiglia di persone veramente simpatiche
e cordiali e nel cui ambiente rustico e molto accogliente domina
l'eccellente servizio ed una cucina raffinata ed elegante (un
saluto particolare a Veronica ).
Ora è la volta dei grandi vini
bianchi (e non) di Francia; infatti ad accoglierci, questa estate,
durante il nostro ennesimo tour enogastronomico, sono stati i
vini dell'Alsace e della Bourgogne: Riesling, Gewuztraminer,
Sylvaner, Tokay Pinot Gris e anche Pinot Noire nella prima; mentre
nella seconda i grandi Chardonnay 1er Cru Puligny-Montrachet,
Gran Cru Chevalier-Montrachet; ed inoltre i Pinot noire Chassagne-Montrachet
1er Cru, Monthelier, Santenay ecc.
Abbiamo scoperto paesaggi popolati da vitigni disposti in filari
rispettosi di una geometria quasi perfetta. Villaggi di case
dallo stile germanico e dai colori pastello molto intensi in
Alsace e con pietra a vista in Bourgogne. Aiuole spartitraffico
elaborate artisticamente con fiori, vigne ed oggetti tipici del
mondo vitivinicolo (botti, torchi, e altro), davano il ben venuto
all'ingresso di ogni villaggio sia in Alsace come pure in Bourgogne.
Durante i nostri due giorni di permanenza in Alsace abbiamo percorso
quasi tutta la "route des vins d'Alsace" da Barr passando
attraverso Mittelbergheim, Dambach la Ville, Chatenoise, Bergheim,
Ribeauvillé, Riquewihr, Mittelwhir e poi ancora Colmar,
Enguisheim, Usseren les Chateaux e Guebwiller.
Molti sono i vini che abbiamo degustato durante il viaggio come
il Riesling 1999 ed il Gewurztraminer 1994 del produttore Edgard
Schaller di cui abbiamo conosciuto il figlio e visitato la cantina;
Pinot Noire 1996 Domaine Zind-Hubrecht, Riesling 2000 e Pinot
Noire 1999 Zimmer.
Un capitolo a se meritano i numerosi assaggi fatti nell'affascinante
cantina del produttore Gerard Schueller, ora gestita dal figlio
Bruno.
La cantina si trova all'interno di una costruzione adiacente
la chiesa di Usseren les Chateaux e non presenta alcuna insegna
esterna che possa dare l'indizio dell'esistenza di una miniera
così importante.
All'ingresso della stessa siamo accolti dalla sorella e poi dalla
moglie di Bruno che ci assicurano il suo rientro imminente dai
lavori nei campi.
Il piacere di conoscere Bruno resta in attesa non più
di dieci minuti; infatti, dal rumore del trattore, la moglie
lo riconosce e ci accompagna presso di lui. Parla perfettamente
l'Italiano, in virtù dell'esperienza acquisita dalla moglie
di origine Toscana. Ci fa strada all'interno della cantina dov'è
presente, con incredibile armonia, uno stato di entropia da cui
il solo Bruno è in grado di stabilire equilibri e lo dimostra
perfettamente con i suoi prodotti.
Convivono nella stessa stanza la macchina per etichettare le
bottiglie, botti di vino, bottiglie in attesa di essere confezionate,
bottiglie vuote di vini già bevuti, tappi, bicchieri,
etichette ed altro.
La sala di degustazione è idealmente ricavata sempre nella
stessa stanza e ne fa il fulcro una botte capovolta che funge
da piano di appoggio dove bicchieri e bottiglie semivuote attendono
di fare la loro parte.
Lasciare parlare Bruno è già di per se una soddisfazione
ma siamo ancora lontani dal raggiungere l'apice dei nostri piaceri;
ne imbocchiamo la strada quando iniziamo la carrellata degli
assaggi dei venti vini diversi di sua produzione.
Ci fa iniziare dal Pino Noire, nelle sue varie versioni, dal
più giovane del 2000, spillato dalla botte, ancora in
fase di maturazione, per arrivare a quello del 1997: un autentico
capolavoro di profumi, equilibrio e armonia; sicuramente degno
dei migliori Pinot Noire di Bourgogne.
Poi passiamo all'assaggio dei Riesling e qui ne degustiamo un
numero incontrollato; partiamo dal 2000, passando gradualmente
alle annate precedenti fino al 1997 per arrivare all'assaggio
di un'annata a sorpresa che noi abbiamo giudicato nell'ipotesi
più verosimile del 1993. Una complessità di profumi,
aromi ed una freschezza tali da spiazzare anche i più
preparati conoscitori della materia presenti fra di noi. Col
nostro totale stupore abbiamo scoperto che si trattava di un
Riesling del 1985. In barba a chi sostiene che questa tipologia
di vini non si presta ad invecchiamento!
Poi è stata la volta dei Silvaner 2000 e dei Tokai Pinot
Gris 1998.
Nel frattempo, fra un assaggio e l'altro, Bruno ci racconta del
suo progetto che intende perseguire nella lavorazione del vino.
E' già in fase di sperimentazione una gamma di suoi vini
non trattati con la solforosa, o, comunque, in dosi relativamente
basse. Un'altra sua idea consiste nel produrre vini non filtrati
e lasciati, quindi, a contatto con i loro lieviti che gli conferiscono,
a scapito della limpidità, maggior longevità e
maggior complessità aromatica.
Idee molto affascinanti e coraggiose, per altro già sentite
dal produttore Keber in Friuli.
E' dovuta arrivare la moglie di Bruno, a sera inoltrata, a svegliarci
dall'incantesimo e a ricordare allo stesso i loro impegni serali.
La qualità dei suoi prodotti, L'entusiasmo, la competenza
e la cordialità di questo produttore hanno caratterizzato
il nostro viaggio di quegli elementi umani che rimarranno nella
nostra memoria. Grazie Bruno!
Un riconoscimento, in questo caso, lo dobbiamo anche alla Rivista
Porthos che, fra le altre, ci ha fornito questa indicazione che
è già sufficiente per giustificare tutta la nostra
simpatia ed il nostro apprezzamento.
Ci rimettiamo in viaggio e dopo alcune
ore di macchina siamo in Bourgogne e precisamente a Beaune, nel
cuore della Cotes de Beaune.
Nei due giorni di nostra permanenza, visitiamo villaggi come
Pommard, Volnay, Monthelie, Mersault, Poligny Montrachet, Chassagne
Montrachet.
Visitiamo vigneti nella zona di produzione del 1er Cru, del Grand
Cru Chevalier Montrachet, Batard Montrachet ecc.
Entriamo in cantine, enoteche e ristoranti dove degustiamo prodotti
d'ineccepibile qualità e prestigio come il *Chevalier
Montrachet Grand Cru 1999 Domaine Henri Clerc (Chardonnay), *
Savigny les Bearne 1998 Societè civile du Domaine des
Cormes (Chardonnay), *Bourgogne La Combe 1998 Domaine Marc Colin
(Chardonnay), e poi ancora, *Chassagne Montrachet 1er Cru 1999
La Romanèe (Chardonnay), *Santenay Appelation Santenay
controles 1999 Clos de la Confrerie (Pinot Noire),* Chassagne
Montrachet 1er Cru 1993 Domaine des Bautes Cornières (Pinot
Noire),* Monthelier 1996 Appellation controles Guy Dubuet (Pinot
Noire), e tanti, tanti altri.
Alla fine della nostra permanenza in Bourgogne abbiamo ceduto
alla tentazione di spostarci nella Cote de Nuits alla visita
del villaggio di Vosne Romanèe, dove ha sede la cantina
ed il podere del mitico Romanèe Conti. Non abbiamo avuto
il piacere di assaggiare alcun vino di sua produzione a causa
delle minime quantità presenti nel mercato che fanno lievitare
i prezzi a livelli assolutamente proibitivi (Pinot Noire a oltre
due milioni la bottiglia!!!). Di questi, però, ci è
bastato visitare il vigneto nella zona del Grand Cru, circondato
da muretto con tanto di targa che lo identifica, dinnanzi al
quale, i turisti giapponesi, fanno la fila per farsi fotografare.
Fenomeno di costume? Può darsi! Anche in questo, probabilmente,
i francesi hanno qualcosa da insegnarci
Per ora siamo giunti al termine ma le
voci degli amici Gipo, Daniele, Agostino, Claudio e Massimo sono
ancora nell'aria che mi invitano a non spegnere il motore della
macchina perché il prossimo tour è gia imminente.
Dove? Mah! Forse a Bordeaux oppure chissà
La certezza è che, comunque, sarà un'altra nuova
esperienza che avrà molto da dirci. Si, proprio da dirci,
perché il vino, nella sua dimensione qualitativa, nasconde
delle potenzialità espressive che un palato attento ed
una mente sottile possono far emergere dandogli voce nel modo
più nobile che si conosca.
Ne sono la prova le opere del poeta e carissimo amico Andrea
Ciresola.
Per "il Bacco da se' "
Loris Forante
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