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L'abitato per settemila anime è fatto di case nuove ma non solo, ci sono dimore vecchie, alcune antiche e fanno quadrato intorno alle chiese: la più evidente imprime all'imbocco della vallata d'Alpone un marchio indelebile, anche se si passa distratti dall'autostrada o se si scorge dal finestrino del treno la si nota. E' S. Maria Maggiore con il campanile centenario e la scalinata. Ma come dimenticare la chiesa di S. Antonio, dimora medievale della fede con l'intonaco di coccio pesto e i cipressi a far da guardia, assieme a quella dei Cappuccini. E S. Carlo, la Madonnina, di Santa Croce Si può giungere alle frazioni di Brognoligo, Costalunga e Sarmazza per le strade asfaltate, ma sono da preferire le straducce delle colline e delle campagne. Con i loro panorami: troviamo case abbandonate alla memoria del sasso e vigneti disposti come se fossero giardini imperiali. Il biancospino selvatico, la rugiada sulle foglie dei gelsi e la prima fioritura del ciliegio in aprile risplendono nelle notti di luna con bagliori di aurora. Bisognerebbe dire qualcosa sulla gente di queste parti e già sappiamo che parlarne non basterebbe a descriverla, significherebbe ridurla ad una frase e non sarebbe giusto.
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