Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

 

LA PRO LOCO DI MONTEFORTE: CONSIDERAZIONI.

Il giorno 29 gennaio scorso si è tenuta l'assemblea della Pro Loco di Monteforte riunita in forma straordinaria per il rinnovo delle cariche sociali, conseguenti alle dimissioni anzi tempo del precedente direttivo formalizzate il dicembre scorso.
Volendo fare un'analisi dei motivi che hanno spinto alle dimissioni il presidente ed i suoi collaboratori, si potrebbe arrivarci per punti mettendo in evidenza anche il modo di operare degli stessi componenti il consiglio.
E' necessario premettere che, per volontà dell'amministrazione comunale, nel gennaio del 2000, si era costituito il comitato "Amici del carnevale" al cui coordinamento vi era un gruppo di persone eletto poi insieme con altri soci, nel consiglio direttivo della Pro Loco; alla testa di questo gruppo c'era chi, in Pro Loco, è divenuto il presidente.
Ricordo che nel gennaio 2000, nel corso delle due assemblee (presiedute dal sindaco) che hanno portato alla nascita del direttivo in questione, molti dei presenti (che in seguito sarebbero diventati i consiglieri e i revisori dei conti) usavano, con apparente convinzione, gli imperativi "trasparenza e democrazia".


Io, in qualità di consigliere comunale delegato in seno alla Pro loco, ho partecipato a tutte le riunioni ufficiali del direttivo e posso testimoniare che i conflitti fra alcuni membri dell'organo esecutivo e quello di controllo, guarda caso, trovavano origine proprio nella mancanza di trasparenza e di democrazia.

Infatti, più volte è stato contestato al presidente il modo di gestire l'attività dell'associazione che escludeva spesso dalle decisioni fondamentali la maggioranza dei consiglieri, con ovvio risentimento da parte di questi ultimi. Potrei citare moltissimi episodi a sostegno di quanto dico, ma mi limito al illustrarne uno in quanto gode del privilegio di essere stato il primo della lista.
Finite le manifestazioni del carnevale il presidente espone il bilancio dell'attività da cui emerge un fatto che in molti abbiamo contestato per la sua gravità: mi riferisco alla decisione - del tutto arbitraria - di stabilire una somma da destinare ai carri che hanno sfilato e alla successiva ripartizione della stessa operata da un gruppo di tre/quattro persone non preventivamente delegate dal consiglio.
Ora, di fronte ad una situazione del genere, occorre una giustificazione più che ragionevole per sostenere un simile comportamento affinché all'intera assemblea non venga meno la fiducia nei confronti del presidente. Per quanto mi riguarda, non sarebbe bastata la semplice giustificazione della mancanza di tempo per informare tutti…
Questo, purtroppo, è stato l'inizio che ha avuto come effetto una serie di conseguenze sfociate in diversi modi fra i quali le dimissioni a giugno di quattro consiglieri ed una serie di incomprensioni fra direttivo e revisori dei conti che hanno portato successivamente all'epilogo.
Mi sento tuttavia in dovere di spezzare una lancia a favore dell'ex presidente perché, se sono veri i fatti sopra descritti, è altrettanto vero che tutto il suo operato è stato caratterizzato da un entusiasmo ed un impegno sicuramente lodevoli, addirittura esagerati, al punto che si assumeva eccessivamente le responsabilità delle scelte operate, senza condividerle con il resto del gruppo.

Dico tutto questo, senza alcun tono di ironia, in assoluta buona fede.


Mi sento in dovere, inoltre, di spezzarne un'altra lancia a favore della stessa persona perché, come l'amministrazione comunale è andata a chiedergli collaborazione per la costituzione del comitato prima e della Pro Loco poi, avrebbe dovuto, in altrettanta misura sostenerlo nei vari passaggi critici del suo mandato. Cosa che, evidentemente, non si è verificata considerando l'esito finale di questa faccenda ed il modo eclatante con cui si è conclusa nella sede della Pro Loco il dicembre scorso.

Quanto sopra scritto non ha come intento quello di attaccare una singola persona, nel caso specifico l'ex presidente, anche perché non nutro alcunché di personale nei confronti di nessuna persona chiamata in causa. Tutto questo, invece, ha lo scopo di mettere in evidenza che la gestione di attività associative come quelle della Pro Loco o altre, basate sull'impegno assolutamente esclusivo di volontari necessita di risorse che non possono essere ridotti alla sola buona volontà di fare, che comunque resta un elemento importante; ma ne occorrono diverse altre qualità per esempio la trasparenza da cui emerge l'onestà di fondo e la democraticità nelle decisioni e nelle scelte, da cui emerge la tolleranza e la fiducia nei propri collaboratori e permette il giusto coinvolgimento di tutte le persone legittimamente coinvolte. Aggiungo, inoltre, perché mi pare necessario, alla luce dei fatti, che occorre essere coerenti perché quanto si annuncia di voler perseguire lo si faccia veramente o quantomeno si tenti di farlo. Detto nel modo in cui si è abituati a sentire in questi ultimi due anni "alle parole devono seguire i fatti"…

Ora abbiamo iniziato un nuovo capitolo, la Pro Loco ha un nuovo direttivo (anche questo voluto dall'amministrazione comunale) presieduto da una persona verso cui nutro un assoluto rispetto e a cui auguro un lavoro proficuo a vantaggio della nostra comunità unica vera destinataria dell'operato di questa associazione.
L'unica apparente novità, rispetto l'anno passato, è che all'assemblea del 29 gennaio scorso (questa volta non presieduta dal sindaco) non ho sentito i cori che urlavano trasparenza e democrazia; forse per scaramanzia? Oppure, peggio ancora, perché no si ritengono più valori necessari?…

Loris Forante

Consigliere comunale del gruppo consigliare L'Ulivo per Monteforte

 

 

 

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