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I giovani italiani fra i 18 e i 30 anni che
vivono con i genitori sono il 77 % (nel 1994 erano il 68%) cioè
il doppio della media europea.
E' un dato dell'ISTAT che illustra un dramma autentico
e rivela la malattia di una società che non è capace
di allevare le nuove generazioni, di pensare e preparare il futuro.
Un giovane che non la scia la casa paterna è un non giovane,
è un eterno bambinone che rinvia all'infinito l'età
adulta.
Giovani maternicoli e mamme apprensive accampano alibi,
dagli affitti troppo alti al mondo del lavoro cattivo, pur di
giustificare/rinviare all'infinito il distacco dall'abbraccio
soffocante di babbo e mamma. Tutto vero naturalmente, infatti
per un giovane italiano è difficile conquistare l'autonomia
in patria. Così come è vero che in Italia non si
fa nulla per risolvere questi problemi, infatti non se ne parla
proprio. Stato partiti famiglia hanno fatto un tacito accordo
per crescere bambocci inoffensivi, incapaci di reclamare altri
diritti che non sia quello a un una fetta di consumi.
Infatti l'unico settore in cui i giovani italiano
tengono il passo con gli europei è quello dei consumi:
spendono come i coetanei tedeschi e inglesi, in compenso leggono
la metà, studiano un terzo, non fanno figli, lavorano
meno, vivono meno. Non si interessano di politica e forse per
questo la politica non si interessa di loro. I nostri giovani
votano a destra dove c'è un papà che "ci
pensa lui", credono nella famiglia e guardano tanta
televisione, non contestano, non propongono e vestono griffati.
Insomma ti fanno venir voglia di andare a divertirti
con il nonno.
GIOVANI SVEGLIATEVI E APPROPRIATEVI DEL MONDO! |
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